L’articolo utilizza i metodi della storia orale e lo spazio creato dall’oralità stessa per esplorare come le persone e i soggetti collettivi maneggiano il passato – per ragioni diverse e attraverso percorsi anche molto distanti tra loro – in relazione al lavoro. Sulla scorta di una tradizione di storia pubblica che proprio nelle vicende delle classi subalterne ha trovato linfa e riflessioni metodologiche, nel corso del testo verranno problematizzati diversi nodi, come quelli dell’identità di mestiere, della coscienza di classe, della professionalità e dell’agentività, mostrando come l’uso pubblico del passato entri a far parte delle strategie di resistenza di lavoratori e lavoratrici arrivando per questa via a lambire la storia pubblica. Sul filo della personale esperienza di lavoro dell’autore e attraverso esempi concreti di casi italiani, tra XX e XXI secolo, nel testo si palesa la dialettica tra l’uso pubblico del passato e la storia pubblica fino ad arrivare al tema della memoria pubblica, indagata attraverso uno sperimentale approccio ludico che ancora una volta mette al centro l’oralità come pratica dall’inscindibile duplice valore partecipativo e conoscitivo. Ne emerge che il passato ancora conta, e che il suo uso pubblico va accettato come una risorsa per la stessa pratica storiografica.
PAROLE CHIAVE
Oralità; agência; lavoro